#1C1Y - one congress one year - SOPSI 2019
“I cambiamenti climatici sono un po’ trascurati come elemento di salute mentale”. Paolo Cianconi, Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico A Gemelli, mette in evidenza alcune problematiche legate ai possibili effetti dei cambiamenti climatici in termini di salute mentale, poco contemplate a livello sia legislativo che clinico. Attualmente, data la scarsità dei dati disponibili, non è possibile prevedere la risposta delle popolazioni che si troveranno a fare i conti con tali difficoltà.
Antonello Bellomo, Università di Foggia, sottolinea l’importanza della “medicina di precisione perché è sempre più necessario individualizzare il trattamento”. Dai test genetici e neuropsicologici all’imaging cerebrale, oggi le tecniche diagnostiche disponibili sono aumentate e migliorate, offrendo la possibilità di valutare e inquadrare meglio i pazienti psichiatrici. La scelta della terapia deve quindi tener conto di fattori che possono variare da un paziente all’altro, come quelli legati alla tollerabilità.
Vedere la malattia mentale come un “prodotto interno” del cervello, frutto delle alterazioni dell’attività neuronale, è un concetto piuttosto riduttivo secondo Thomas Fuchs, University of Heidelberg. Il cervello, e di conseguenza i disturbi psicopatologici, subiscono l’influenza dell’intero organismo e dell’ambiente a cui appartengono: il turbamento di ognuno di questi sistemi provoca delle ripercussioni anche negli altri. E al momento della somministrazione di un intervento terapeutico è necessario tener conto dell’interazione tra questi tre elementi: cervello, mente e corpo.
 

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