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Secondo Daniela Cardinale nel 2024 avremo 25 milioni di pazienti che potranno sviluppare un rischio cardiovascolare perché esposti a farmaci oncologici. E, come spiega Davide Imberti, è necessario tarare il rischio sul singolo paziente, tenendo conto che spesso nello stesso paziente coesistono più fattori di rischio.
All'ESC 2017, Davide Imberti ha fatto il punto sull’efficacia dei NAO nel trattamento del TEV nel paziente oncologico. E sottolineato l’importanza di studi come l’HOKUSAI VTE-Cancer Study i cui dati sono stati appena presentati al congresso ASH 2017.
Con John W- Eikelboom parliamo di sostenibilità e di unmet needs della terapia anticoagulante. Perché tutti i pazienti possano ricevere il trattamento più efficace da un lato bisogna pensare al costo dei NAO dall'altro cercare di ridurre il carico di sanguinamento, anche se c'è un netto beneficio.
 

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